Recensione Horror: I Am Providence (2016)

Una divertente parodia sull’universo nerd delle fandom⭐️⭐️⭐️⭐️

I don’t think anyone deserves to be murdered, except for terrible bestselling authors…

Buon anno a tutti i nostri pochi lettori!

Inauguriamo il 2019 con la prima recensione del sito.

I Am Providence di Nick Mamatas è qualcosa di decisamente diverso da quello che ci si potrebbe aspettare: è un giallo, un horror, ma soprattutto è una feroce satira di costume sull’universo nerd e sulle fandom ossessive che questo genera.

[…] to really understand Lovecraftiana, one has to understand just how much material is produced each year. Dozens of anthologies, hundreds of short stories, a handful of novels, a bunch of games and art, roomful of useless verse, and hard drives packed with unlistenable “dark” music.

La premessa da cui si sviluppa la narrazione è l’omicidio con annessa mutilazione di  Panos  Panossian, un autore di narrativa lovecraftiana (e vero e proprio alter ego di Mamatas), durante l’annuale convention Summer Tentacular. L’evento si svolge a Providence, città natale di Howard Phillips Lovecraft, e vede riuniti i più autorevoli autori del genere. Le vicende ci vengono narrate alternativamente dalla vittima, la cui coscienza è ancora presente nel corpo dopo la morte, e da una voce narrante che segue la protagonista, l’autrice esordiente Colleen Danzig, nelle sue indagini per scoprire chi abbia commesso il delitto.  I titoli dei capitoli corrispondono a quelli dei racconti più famosi di Lovecraft.

It’s just that everyone here is pretty much harmless. You know, nerds. The omega of society.

La struttura di romanzo giallo è funzionale all’intento satirico e permette all’autore di mostrarci le umane miserie e le ossessioni dei vari personaggi, a quanto pare modellati su scrittori realmente esistenti, che partecipano alla convention  e che loro malgrado sono tutti potenziali sospetti. Il libro fa un buon lavoro nel rappresentare il microcosmo della fandom, con i riferimenti comprensibili soltanto agli “iniziati” , le rivalità spesso infantili, la maniera spesso ridicola in cui elementi della cultura pop come Cthulhu vengono infilati nei generi più improbabili. In effetti, nonostante il titolo, nel racconto c’è ben poco di Providence e quasi nulla di Lovecraft, si ha l’impressione che scambiando i riferimenti ai Grandi Antichi con analoghi riferimenti ai Klingon o a Sauron avrebbe tranquillamente potuto essere un libro sui fan di Star Trek o di Tolkien.

“‘Women and The Mythos-Blasphemy or Abomination’,” Colleen and R.G. said together. They looked at one another and laughed.

“Ah, a true classic of tokenism and marginalization,” Barry said. “It’s a good thing, getting all the women into one room like that, so that the convention can, you know, go on without you interfering with it for an hour.”

Nel romanzo di Mamatas vengono anche messe alla berlina alcune ossessioni della società contemporanea, in particolare americana. Alcuni esempi sono il politically correct, la diversity (il razzismo di Lovecraft è un tema che ritorna più volte), l’utilizzo spasmodico dei social media che hanno ampliato la platea di produttori e fruitori di fanfiction, che in precedenza erano relegati alle fanzine e ai forum usenet.

It’s simply an observation: anything involving literature, especially Lovecraftian literature, is darker than you think. Lovecraft’s own fiction was essentially an extended suicide note.

Il libro è anche permeato da un certo amaro cinismo sulla figura dello scrittore, rappresentato come uno sfigato che si dà fin troppa importanza. Tutti o quasi i personaggi del romanzo sono scrittori o aspiranti tali ed ognuno di essi ha aspetti caratteriali decisamente sgradevoli.

Altre Lande consiglia I Am Providence ai fan di Lovecraft che amano l’umorismo nero e non si prendono troppo sul serio (del resto se Mamatas non fosse un nerd non sarebbe riuscito ad infilare nel libro tutti quei riferimenti al Mythos).

Per quanto riguarda la possibilità di una traduzione in italiano riteniamo che l’ipotesi che una casa editrice italiana possa interessarsi al romanzo sia piuttosto remota.

L’autore

Nick Mamatas ha scritto sei romanzi e mezzo e diverse raccolte di racconti. Lavora anche come curatore ed editore di antologie di racconti. Le sue opere sono state nominate per cinque premi Bram Stoker , due premi Hugo  per il premio Locus e per quello assegnato dalla Shirley Jackson International Horror Guild. Nativo di New York, vive in California.

La traduzione in italiano del suo romanzo Under My Roof è stata pubblicata nel 2007 dalle edizioni Cargo col titolo “Come mio padre ha dichiarato guerra all’America”.

Link utili

Amazon

Kobo

Sito personale dell’autore