Recensione Fantascienza: Colony One Mars (2016)

Niente di nuovo sotto il sole di Marte ⭐️⭐️

colony one marsHow did everything get so messed up so quickly?

Marte ha sempre affascinato gli scrittori di fantascienza ed è lo sfondo di alcune tra le opere più famose del genere. Se sei appassionato di fantascienza classica ti saranno subito venuti alla mente “Cronache marziane” (The Martian Chronicles) di Ray Bradbury e “Le sabbie di Marte” ( The Sands of Mars) di Arthur C. Clarke. Purtroppo Colony One Mars, il romanzo self published dell’irlandese Gerald M. Kilby, non aggiunge niente di nuovo alla tradizione dei romanzi marziani e anche il tentativo di introdurre blandi elementi horror e thriller sa di già visto e rivisto (del resto l’horror marziano non è una grande novità ed è già stato ampiamente esplorato nel cinema e nei videogiochi se non nella letteratura).

It was a sandstorm that proved the undoing of Colony One, the first human settlement on Mars.

Il romanzo, ambientato nel futuro prossimo, inizia con la trascrizione dell’ultima comunicazione inviata alla terra dalla prima colonia marziana, che scopriremmo essere stata finanziata privatamente attraverso una sorta di “reality show” basato sulle vite di chi si è trasferito permanentemente sulla colonia (come nel progetto Mars One, realmente esistente). Il messaggio è stato inviato dai coloni nel bel mezzo di una tempesta di sabbia che ha apparentemente spazzato via la vita umana su Marte e si conclude con un “Non mandate più”. Tre anni dopo sei astronauti dell’Agenzia Spaziale Internazionale fra cui la protagonista Jann Malbec, astrobiologa, e il medico italiano Paolio (sic) Corelli vengono mandati sul pianeta rosso a scoprire cosa è accaduto ai coloni.

Jann directed her question at Dr. Paolio Corelli, who was making his second espresso of the morning.

Come si è già fatto notare, il più grosso problema di Colony One Mars è che sa tutto di già visto, a partire dalla premessa che per quanto intrigante è già stata ampiamente sfruttata (ad esempio dal videogioco Martian Gothic: Unification). Anche i personaggi non sono scritti particolarmente bene, e gli stereotipi e le caratterizzazioni prese pari pari da altre opere di successo abbondano. In un’opera ambientata in un futuro così prossimo ci si aspetterebbe un certo realismo ma purtroppo anche su questo aspetto Colony One Mars è decisamente carente.

I realized that what I really missed was the physical Earth, the natural beauty of it. What I didn’t miss was humanity’s desire to destroy it.

Il romanzo contiene anche una critica sociale contro gli eccessi di scienziati che non tengono conto dei limiti etici e legali alla loro attività ed un vago messaggio ecologista che però non essendo sorretti da buona scrittura non risultano particolarmente incisivi. Nel complesso Colony One Mars  (che tra l’altro ha tre sequel: Colony Two Mars, Colony Three Mars e Jezero City), è un romanzo difficile da consigliare, non perché sia illeggibile ma perché ci sono un sacco di opere scritte meglio che trattano gli stessi temi.

L’autore

Gerald M. Kilby è cresciuto seguendo una dieta a base Isaac Asimov, Arthur C. Clarke e Frank Herbert. Ha poi sviluppato un gusto per Ian M. Banks, Stephen R. Donaldson e qualsiasi cosa scritta da Neal Stephenson. Comprensibilmente, ha scelto la fantascienza per entrare nella mischia della narrativa. REACTION è il suo primo romanzo, un techno-thriller vecchio stile. La serie COLONY MARS e la più recente THE BELT sono invece appartenenti alla fantascienza classica. Vive in Irlanda, a Dublino, nel quartiere di Bram Stoker. A volte potete trovarlo in un pub del posto col suo cane Loki mentre digita su un piccolo laptop.

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