Intervista a Brandon Sanderson

In occasione del Lettrétage di Berlino, Franziska Machalitza-Grunert, titolare del blog Himmelsblau.org, ha ottenuto un’intervista da Brandon Sanderson e dal suo direttore artistico Isaac Stewart. Altre Lande ringrazia Franziska per avere concesso l’opportunità di tradurre l’intervista e di renderla così fruibile ai fan italiani di Sanderson.

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Intervista a Brandon Sanderson

Quando hai cominciato a scrivere le Cronache della Folgoluce avevi pianificato questa lunghezza? O la storia si è sviluppata da sola?

L’avevo pianificato. Ho sempre voluto  fare una serie lunga. Sono cresciuto leggendo Robert Jordan e altri autori che hanno scritto libri lunghi ed epici. Quando ho cominciato i miei libri erano autoconclusivi o trilogie perché pensavo fossero più facili per i lettori che vogliono provare a leggermi. Una trilogia o un autoconclusivo sono un’approccio migliore ad un autore. In questo modo posso provare ai lettori di essere in grado di finire qualcosa. Ma la cosa che volevo davvero era fare una serie lunga e il risultato sono le Cronache della Fogoluce che ho progettato per anni.

OK, quindi gli autoconclusivi come Elantris o la serie di Mistborn sono per quelli che vogliono provare a leggerti.

Sì, o anche Warbreaker, che è anch’esso un autoconclusivo. Ho cominciato intenzionalmente con cose che sono più facili da provare. Sulle Cronache della Folgoluce dovete fidarvi di me, d’accordo?

Penso sia una buona idea, perché se il potenziale lettore entra in una libreria e vede il primo volume delle Cronache della Folgoluce (La via dei re) e lo cerca su internet e poi vede che ci sono altri sei o più libri nella serie…

Mi piacciono le serie lunghe ma sono cresciuto leggendole e so che è davvero frustrante dover aspettare e aspettare e aspettare ancora… allora ho pensato, meglio cominciare con una serie finita come la trilogia di Mistborn, che ho già completato. Così si può leggere l’intera serie senza doversi buttare su qualcosa che non è finito la prima volta che si legge qualcosa che ho scritto.

Le cronache della Folgoluce sono molto complesse e la storia non è ancora finita. Come fai a tenere le fila? C’è una specie di “Lexicon di Roschar”?

Ho una Wiki personale e un editor che lavora a tempo pieno sulla continuity. Si chiama Karen, ed è fantastica. Quando scrivo un nuovo libro il suo lavoro consiste nell’andare a prendere tutto e metterlo nella Wiki, così posso cercare i riferimenti – tutto quello che ho scritto prima. Poi quando scrivo un libro lo confronta anche con tutto quello che ho scritto in precedenza e dice: Ahh, in questo libro hai scritto che ha gli occhi blu.” e cose simili. Prepara anche la timeline per ogni libro per assicurarsi che non stia prendendo troppi giorni o cose simili.  È fantastica. E la Wiki è gigantesca, è enorme. Prima che la affidassi a lei era già più lunga della Via dei re e ora è… sì, più lunga. I fan non possono ancora leggerla perché ci sono un sacco di spoiler ma speriamo di poterla trasformare in qualcosa per i fan.

Da quale prospettiva ti piace di più narrare la storia? Hai un personaggio preferito?

Dunque, non faccio favoritismi. Robert Jordan una volta ha risposto a questa domanda: “Il mio preferito è sempre quello che sto scrivendo al momento.” E a me piace questa risposta. Adesso sto scrivendo Venli per il libro quarto quindi è lei la mia preferita. Ma cerco di non fare favoritismi. Quando scrivo dal punto di vista di qualcuno la sua deve essere la storia più importante per tutto il tempo che ne scrivo. Ogni personaggio è una combinazione di qualcosa che mi assomiglia molto e qualcosa di completamente differente da me. Così mettili insieme e sono io che cerco di esplorare il mondo attraverso quegli occhi.

Ok, ma forse ci sono delle prospettive più facili da scrivere?

Sì, alcune prospettive sono un po’ più facili da scrivere. I personaggi che si conoscono molto bene tendono ad essere più facili da scrivere per me. Quelli come Jasnah che conoscono il mondo e sanno quello che stanno facendo tendono ad essere un po’ più facili da scrivere rispetto a quelli come Kaladin che sono un po’ persi…

E quanto è facile scrivere Shallan con tutti i suoi personaggi differenti?

Shallan è fra quelli un po’ più difficili perché si trasforma in tre persone differenti e questo rende la scrittura una sfida. Vede il mondo in tre modi differenti, il che è divertente ma è più difficile da scrivere.

Mi piace molto Rock dal quarto interludio come personaggio secondario. Perché l’hai scritto come un cuoco che non vuole combattere.

In parte perché quando mi siedo e scrivo un personaggio voglio davvero esplorare chi è e voglio che abbia un po’ di autonomia, una chance di prendere decisioni e cambiare il mondo attorno a sé. Come scrittore tendo a pianificare prima. Mi piace avere un piano ben delineato. Ma se sei troppo rigido con il tuo piano comincia a dare l’impressione di essere stantio quindi cerco di permettere ai personaggi di crescere e diventare quello che vogliono essere. Rock è uno di questi personaggi, come Lopen. Quando comincio a scriverli devo lasciar trasparire come vogliono essere e non solo come li ho delineati. E così lui è un cuoco perché è semplicemente quello che è, quello che è diventato mentre raccontavo la sua storia. Mi piace che le persone non siano sempre perfettamente calate nella loro stessa cultura perché nessuno di noi è un esemplare perfetto della propria cultura. E quindi qualcuno come Rock che è molto diverso dal modo in cui la sua gente vede il mondo è davvero interessante per me. Avrà la sua storia in teoria come Edgedancer, non è ancora uscito in tedesco ma lo pubblicheranno quest’anno.

Tutti i tuoi mondi hanno il loro posto nel Cosmoverso. Questo significa che in teoria personaggi da mondi diversi possono incontrarsi?

Sì, è possibile. La gente mi chiede se sto proponendo il Cosmoverso come l’universo Marvel ma non li vedo nello stesso modo. È più un’interazione tra culture diverse, quello che voglio fare. Ci saranno meno personaggi presi da questo libro e altri personaggi da quell’altro libro… Ma alcuni dei personaggi interagiranno in futuro. Ma il mio obbiettivo è più presentare il modo in cui ciascuna di queste culture alla fine diventa in grado di viaggiare nello spazio e interagisce in un universo interessante. Questo è dove voglio arrivare. Quindi è più Guerre Stellari che Marvel.

Se le Cronache della Folgoluce dovessero diventare un film, hai degli attori preferiti per i personaggi?

Mi piacerebbe molto avere Dave Battista, che interpreta Drax nei Guardiani della Galassia. Ha proprio l’aspetto perfetto – se lo guardi nelle interviste, io lo vedo e penso che sia Dalinar. Mi piacerebbe molto che interpretasse Dalinar. Se l’hai visto solo come Drax non ci assomiglia. Ma se lo guardi nelle interviste, è davvero un tipo interessante. Mi piace il modo in cui parla e il suo aspetto. Penso che sarebbe davvero un’ottima scelta.

Hai in mente qualche attore per Shallan?

Non ho scelto nessuno per Shallan. Non penso proprio agli attori quando scrivo i miei personaggi la maggior parte delle volte. Più che altro è un pensiero del tipo “forse quello potrebbe interpretarlo”.Per un sacco di personaggi di Roschar è difficile perfino immaginarli interpretati da qualcuno, perché i Roschariani sono un’etnia così diversa da quelle terrestri e l’aspetto con cui me li immagino… non ci sono molti asiatici coi capelli rossi nel nostro mondo. Non vedo molti mezzi irlandesi, mezzi giapponesi – non ci sono molti attori così. E Shalla me lo immagino in quel modo.

Ti piacerebbe un film dalle tue serie?

Mi piacerebbe moltissimo. Penso che le Cronache della Folgoluce sarebbero difficili da trasformare in un film, una serie tv sarebbe probabilmente una soluzione migliore. Penso che Mistborn funzionerebbe molto come film e vorrei vederlo.

Sarebbe fantastico. Penso che il prossimo anno ci dirà molto, perché esce “La ruota del tempo“, “Il nome del vento” è in produzione e poi ci sono Narnia e The Witcher. E quindi se hanno successo e diventano popolari penso che le possibilità di avere una serie TV o un film aumentino, quindi spero davvero che siano ottime. Adesso ci sono solo Game of Thrones e “Il signore degli anelli” come adattamenti fantasy di successo. Se ce ne saranno di più potrebbe aiutare.

Dove ti piacerebbe vivere? Su Scadrial con qualche abilità allomantica o su Roschar con uno spren?

probabilmente sceglierei Scadrial, sono i più vicini ad avere gli instant noodles e internet [Nota: lo Scadrial futuro con la scenografia wrestern]. Roschar è molto lontano. Mi piacciono l’aria condizionata e l’elettricità. Naturalmente Roschar ha la folgoluce che è quasi lo stesso. Se dovessi scegliere di vivere solo su uno probabilmente sceglierei Scadrial ma se avessi la promessa di poter essere un Cavaliere Radioso potrei scegliere Roschar. Ma se non avessi nessun potere, andrei di certo su Scadrial.

Infine, ho qualche domanda più generale. Qual’è l’ultimo libro che hai letto?

The Truth di Terry Pratchett. E adoro Terry Pratchett. Dopo quello ho letto un sacco di libri dei miei studenti perché dovevo finirne un po’. perché adesso ne ho una nuova infornata. Quindi leggo un sacco di lavori dei miei studenti e The Truth.

Un insegnante ti ha spinto a leggere di nuovo. Visto che sono un’insegnante anch’io, penso che sia molto interessante. Cosa diresti ai bambini o a te da giovane sul significato dei libri e della lettura?

Direi che la cosa da sapere è che i libri sono come le scarpe. Non tutti i libri sono adatti per tutte le persone. E se hai quelle che ti calzano male, potresti pensare “Non mi piacciono le scarpe, non mi metterò mai più le scarpe.” Ma la verità è che se trovi il libro giusto per te, renderà la tua vita molto migliore di un buon paio di scarpe. Quindi anche se i libri non hanno funzionato per te fino ad ora ce n’è qualcuno che funzionerà là fuori. Continua a provarci. scoprili, e ti cambieranno la vita.

Ultima domanda: Che aspetto ha il posto perfetto in cui scrivere per te?

Mi piace scrivere seduto su una sedia comoda con i piedi sollevati e qualcosa su cui poggiare il portatile. Mi piace la musica esaltante, di solito epico-strumentale, una bel bicchiere di acqua fredda con un sacco di ghiaccio e che la gente mi lasci in pace. Se mi riesci a procurare un bel panorama, mi piace guardare dalla finestra e vedere l’oceano o qualcosa di fico ed emozionante.

Intervista all’illustratore Isaac Stewart

Come sta procedendo il processo di creazione delle illustrazioni? Leggi i libri da solo e poi disegni quello che leggi? O ti dà uno schizzo o un modello?

Abbiamo fatto in modi diversi. All’inizio Brandon mi dava un disegno che aveva fatto al computer e basta [BS:Veramente brutto!] ma era abbastanza. E poi quando avevo quello leggevo il libro e mentre leggevo facevo i bozzetti. Ma adesso leggo il libro e disegno qualcosa e poi lo porto a Brandon e gli dico “è giusto?” e poi lo correggiamo finché non è come deve essere. Oppure a volte sistemiamo il testo per farlo corrispondere alla mappa. O sistemiamo il testo e la mappa per farla corrispondere a quello che c’è nella testa di Brandon.

Quanti tentativi ci vogliono prima che una mappa sia pronta.

Dipende dalla mappa. Alcune volte la mostro a Brandon e lui dice “va bene” e altre devo ritornarci varie volte perché se c’è bisogno di sistemare il testo o dobbiamo far corrispondere delle cose che non sono uscite e dobbiamo sistemare in qualche modo, possono volerci molti passaggi.

Lavori in maniera tradizionale con una matita? O solo in digitale?

Mi piacciono entrambi i modi. Dipende da dove sono. Se ho un album al momento e se mi viene un’idea la disegno. Una volta eravamo ad un concerto di pianoforte e stavo disegnando sull’album perché se tiro fuori  l’iPad poi i miei bambini vogliono giocarci. Però delle volte se ho l’album vogliono giocare anche con quello. Ma è meno probabile. Quindi se disegno qualcosa sull’album lo scannerizzo e poi lo sistemo digitalmente. Alcune cose sono più facili da disegnare in digitale perché posso cancellare o ci sono delle simmetrie e ci sono degli strumenti che permettono di crearle. Ma è bello avere qualcosa di fisico da mostrare alla gente e qualche volta li comprano. Quindi è bello averli. [BS: L’ho visto disegnare al tavolo per la prima volta. Eravamo in uno di quei ristoranti dove hanno dei fogli e dei pastelli sui tavoli e stavamo per uscire di corsa e lo vedo e dico “Disegni bene. Vuoi fare qualcosa per i miei libri?”] Ed è stato divertente perché stavo disegnando una faccia e lui ha detto “Vuoi disegnare delle mappe?” E non ho mai fatto mappe fantasy prima nel tempo libero. MA a volte dico alla gente che ho ottenuto il lavoro facendo scarabocchi. Non avrei mai pensato che sarebbe successo, perché quando avevo diciotto anni durante le lezioni di chimica disegnavo roba fantasy sugli appunti e pensavo che dovevo smetterla che non mi avrebbe portato da nessuna parte. Ma alla fine, fare scarabocchi mi ha fatto trovare un lavoro.

Che tipo di mappa è la tua preferita da disegnare?

Quello che mi piace nelle mappe è che siano fatte con forme graficamente buone. Non propriamente simmetriche. Quando ci sono forme grandi e puoi inserirci più dettagli.

© www.himmelsblau.org – Franziska Machalitza-Grunert